Elementi / Archivio video

Archivio video

Video di Andrea Papi, 2014  

 

Il Briganzone

Video di Andrea Papi, 2012

Il video, come il seguente fa parte dei cinque video invitati  nel 2012 a Mediarc - Festival di Architettura in video, Università degli Studi di Firenze. Documentano gli edifici delle località: BRIGANZONE, LA LASTRA, USCIAIOLI, PIAN DI BOCCI, FONTILUCCI.

Casa La Lastra

Video di Andrea Papi, 2011

Prato a Borgo, le case sul prato vicino al torrente

Video presentato in anteprima alla Sala Conferenze dell'Abbazia di San Godenzo e in occasione della Mostra nel Palazzo comunale di Pontassieve, 2016.

 

CONSIDERAZIONI   E' possibile ricondurre con facilità quasi tutto il territorio del comune di San Godenzo negli ambiti che ancor oggi, in modo forse anacronistico, si confrontano con la pittura di paesaggio. Chi ne percorre i vari sentieri sa che non è difficile incontrare un complesso di elementi visibili tipici dell'Appennino, che comprende "bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze."       Un paesaggio montano "incontaminato", dove è possibile incontrare un numero significativo di manufatti, un tessuto composto da edifici e da una rete viaria, frutto dell'azione umana protrattasi nei secoli, lasciati da chi vi ha vissuto ed abitato, oltre che lavorato. Un esempio architettonico di sostenibilità ambientale, anche se buona parte del quale in stato di abbandono, che è ancora capace di offrire una riflessione sul costruire e sul consumo delle risorse e del territorio.   Partendo da queste considerazioni, lo scopo del progetto è quello di rafforzare l'identità del luogo attraverso la conoscenza della struttura abitativa e viaria stratificatasi nel tempo, sensibilizzando prima di tutto gli abitanti, in buona parte ancora proprietari degli edifici abbandonati, molti dei quali in rovina, sparsi in gran numero sul territorio comunale e in buona parte raccordati da strade percorribili a piedi, anch'esse a rischio di essere definitivamente perdute.   Paradossalmente potrebbe sembrare una battaglia in controtendenza verso la natura che in questo territorio è ancora forte, ma al contrario il progetto vuol dimostrare che è ancora possibile l'equilibrio protrattosi nei secoli tra gli uomini, le donne e l'ambiente.   Un progetto che non è volto soltanto alla tutela e conservazione di ciò che si è costruito e ci proviene dal passato, frutto di un mondo che non esiste più, ma che vuol provare ad istituire un confronto vivo con la reatà di oggi.